Formazione
di base - Corso triennale
Criteri e finalità del
corso
Il
corso di inserisce in un progetto formativo, indirizzato
alla promozione dell’unità di
funzionamento corpo-psiche.
L’obiettivo consiste nel dare una formazione globale
relativa alla pluralità di fattori che interagiscono
nelle espressività motorie- cognitive- relazionali
e creative del bambino.
Il corso realizza il proprio itinerario formativo attraverso
l’approfondimento teorico, la formazione personale
e l’esperienza pratica. Si cerca di dare una conoscenza
approfondita del processo neuromaturativo, dello sviluppo
psico-affettivo, del rapporto ambiente-bambino, della relazione psicomotricista–bambino.
Metodologia

Premessa
Partiamo dall'assunto batesoniano che "la mappa non è il territorio", ma anche che non c'è nulla di più pratico di una buona teoria. In altre parole vogliamo affermare che il modello o i modelli epistemologici che lo psicomotricista assume durante il suo percorso di formazione teorica sono indispensabili alla sua futura funzione professionale, ma questa ricchezza teorica non deve trasformarsi in una gabbia che gli impedisce di entrare in contatto con il suo paziente.
E' indispensabile perchè senza un sistema di mappe mentali organizzate ed esplicitate, non può esserci quell'equilibrio personale dello psicomotricista (fatto di capacità di effettuare ordine all'interno di se stesso, del proprio modo di vivere e di pensare) che è alla base di un intervento di aiuto.
Allora si può affermare che la migliore formazione coincide con la capacità di utilizzare al meglio le diverse mappe teoriche in suo possesso, senza lasciarsi rinchiudere o limitare da alcuna di esse.
Consiste in definitiva nel trovare e adattare il modello teorico più efficace per quel bambino e per quel suo dato momento evolutivo e per quell'essere umano nelle sue diverse fasi della vita anziché cercare di adattare il bambino e l'essere umano al proprio modello teorico.
Dai paradigmi alla prassi terapeutica
Con riferimento a Kuhn è possibile definire "paradigma" l'insieme delle credenze e dei valori condivisi da una comunità scientifica, l'insieme che sostiene, più o meno esplicitamente, l'interpretazione dei dati scientifici.
Rispetto al nostro campo d'azione, la psicomotricità e il rapporto corpo-mente, ci rifacciamo al paradigma cosiddetto "multidimensionale": l'affermazione centrale di questo paradigma è che il corpo è la condizione necessaria, ma non sufficiente, per l'emergere della mente: la condizione sufficiente è il rapporto tra corpo e ambiente.
Significa concettualizzare la mente come fenomeno emergente nel momento in cui un certo tipo di struttura organica - un certo tipo di corpo - è posto in un particolare tipo di rapporto con l'ambiente; ciò significa sottolineare la centralità della relazione corpo e ambiente come elemento primario: è la relazione, quindi, l'oggetto della riflessione epistemologica e il vettore della trasformazione della persona nella sua globalità somato-psichica.
I presupposti metodologici della osservazione
Nel processo di osservazione del bambino e dell'essere umano è prioritario il raggiungimento di un obiettivo fondamentale: la conoscenza globale del bambino e dell'essere umano nelle sue diverse fasi della vita, al di là dello scollamento dalla norma statistica.
Occorre quindi avere a disposizione un approccio osservativo multidimensionale per comprendere al meglio la situazione globale del bambino e dell'essere umano attraverso l'analisi dei vari parametri (neurofunzionale, neuropsicologico, psicomotorio) in cui è possibile scomporre la sua organizzazione motoria; ciò permette una indagine sia di tipo quantitativo sia di tipo qualitativo, rendendo così il più coerente possibile il progetto psicomotorio.
I presupposti metodologici del progetto psicomotorio
Tra lo psicomotricista e il bambino si giocano allora diverse forme di relazioni possibili che prendono più o meno il sopravvento a seconda della scelta epistemologica compiuta e a seconda di quale modello si ritiene più confacente ed efficace per quel determinato bambino o per quell'essere umano e in quel determinato momento evolutivo o in quella diversa fase della vita.
E' allora possibile mettere in atto un approccio che utilizzi ad esempio il modello teorico definito "simbolico" in cui il corpo del bambino è considerato oggetto-soggetto di desiderio, di motivazioni, di significati inconsci.
E' il corpo lipidico delle scienze psicologiche e psicoanalitiche (Freud, Klein, Winnicot, Lacan, Bion, Lapierre, Aucouturier); il simbolo sarà il canale di ingresso nel sistema-bambino.
Oppure un modello cosiddetto "positivista", che comporta una conoscenza di tipo sintomatico: il corpo è allora portatore di sintomi, in presa diretta con le relative funzioni corporee disturbate, sulle quali occorrerà intervenire per eliminare o ridurre il sintomo. Sarà allora il sintomo il canale di ingresso di una relazione che potrà nel tempo trasformarsi per investire la globalità del bambino (psicomotricità funzionale di Le Boulch).
O ancora un modello di tipo interattivo/cognitivista: è l'interazione il luogo degli scambi manifesti tra psicomotricista e bambino, dove si attivano i linguaggi, si sviluppa la comunicazione, si afferma l'espressività motoria. L'interesse si rivolge soprattutto al come il bambino costruisce le sue azioni e non tanto al perché ; si osserva come il bambino ripete o trasforma le sue azioni, come evolvono la motricità, le prassie e le funzioni simboliche (strutturalismo, piagettiano, etologia, semiotica, pratiche cognitivo-comportamentale). Il corpo è qui considerato come luogo di scambio di segnali tra psicomotricista e bambino; il segno sarà il canale d'ingresso nel sistema bambino.
In questa ottica il C.PM propone all'allievo psicomotricista una pluralità di modelli epistemologici da integrare non come una sommatoria di varie teorie o semplici eclettismo, ma come possibilità dello psicomotricista di utilizzare tutti gli strumenti teorici in suo possesso, di integrarli in una personale capacità di dare senso senza però farsi rinchiudere o limitare da nessuno di essi.
Ogni allievo naturalmente sentirà risuonare più un modello che un altro (per proprie caratteristiche di personalità, di studi precedenti, di esperienze formative precedenti, ecc. ): quel punto di vista teorico diventerà allora il proprio punto di sicurezza all'inizio del suo percorso professionale ma anche la possibile gabbia che rischia di arrestare un delicato percorso di cambiamento.
Di conseguenza dovrà continuamente aggiornarsi e formarsi per migliorare il proprio modo di essere al fine di diventare sempre più adeguato nel proprio lavoro.
Destinatari

Il corso si rivolge a coloro che intendono acquisire competenza
specifica di intervento psicomotorio nell’ambito dell’età evolutiva.
Frequenza
Ogni sabato da Gennaio a Giugno e da Settembre
a Dicembre dalle ore 9 alle ore 16.
Seminari monotematici
e tirocini da concordare.
Durata

Il corso è costituito da 2400 ore circa.
I ANNO
Formazione teorica
- Elementi di sociologia e antropologia;
- Basi storiche ed
epistemologiche della psicomotricità;
- Anatomo- fisiologia:
elementi di embriologia, di genetica;
- Anatomo – fisiologia
del sistema nervoso;
- Anatomo – fisiologia del
sistema locomotore;
- Neuropsicologia;
- Psicologia generale dell’età evolutiva;
- Sviluppo
psicomotorio nei suoi aspetti motori – affettivi
e cognitivi;
- Processi integrativi del periodo
psicomotorio con la latenza e l’adolescenza.
Formazione personale
Vissuto corporeo con analisi
- conoscenza
delle possibilità motorie del proprio
corpo in diverse situazioni esperienziali
- facilitazioni motorie
per giungere alla padronanza del proprio corpo
- training autogeno di Schultz
Formazione pratica
- osservazioni sul comportamento
globale del bambino nelle tre fasce: asilo-nido – scuola materna – scuola
elementare;
- relazione scritta sull’osservazione diretta
del comportamento di uno o più bambini di età comprese
fra un mese e 6 anni;
- attività di ricerca scientifica
in ambito neuroevolutivo.
II ANNO
Formazione teorica
- impostazione dell’osservazione
ed esame psicomotorio;
- specificità del
settino psicomotorio;
- conoscenza di alcune patologie neuropsichiche, psicomotorie e del linguaggio al fine di individuare gli indicatori rischio;
- progetto e conduzione di gruppi di attività psicomotoria in ambito educativo preventivo;
- conoscenza delle principali elaborazioni teoriche più accreditate relative all'intervento psicomotorio;
- rapporto della famiglia con la salute mentale del bambino vulnerabile e/o a rischio;
Formazione personale
- approfondimento
della ricerca sulla propria dimensione corporea nella relazione;
- rilassamento
secondo la metodologia di Bérges et
Bounes.
Formazione pratica
- metodologia
dell'osservazione e del bilancio psicomotorio;
- metodologia dell’osservazione
relativa a difficoltà di relazione;
- osservazioni relative al riconoscimento delle aree di indagine precoce: motoria, cognitiva e di apprendimento tramite scale di sviluppo;
- esercitazioni pratiche per la stesura scritta e la presentazione verbale dei dati ricavati dalle osservazioni effettuate.
- tirocinio indiretto e diretto presso scuole primarie o asili nido
III ANNO
Formazione teorica
- la comunicazione verbale e non verbale;
- il role-playing sulla gestione delle modalità comunicative bambino-psicomotricista e viceversa;
- analisi delle dinamiche di relazione tra bambini e bambini, psicomotricista bambini nelle sedute psicomotorie;
- supervisione sulle modalità di stesura del progetto e di conduzione delle sedute in ambito educativo preventivo;
- verifica del progetto.
Formazione personale
- Approfondimento della ricerca sulla propria dimensione corporea
nella relazione.
- Eutonia di Gerda Alexander.
Formazione pratica
- analisi e approfondimento delle difficoltà emerse nella conduzione delle sedute attraverso tirocinio indiretto e diretto nelle varie fasi evolutive;
- stesura di progetti psicomotori con utilizzo di video;
- presentazioni di una tesi di fine corso.
Quota
di frequenza

La
retta mensile è di
170 euro comprensivo di Iva.
Le modalità di
pagamento sono mensili o annuali.
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